Evento

- Canova Club Roma

mercoledì 25 ottobre 2017

 

Il Canova Club Roma affronta per la prima volta il tema: Assicurazioni

 

a parlarne:  MARIA BIANCA FARINA  (Presidente Ania), SALVATORE ROSSI (Presidente IVASS) e CARLO CIMBRI (Amministratore Delegato Gruppo Unipol)



 
 
 

Effemeride N° II Anno XXXX

Prossimo Cenacolo:

mercoledì 25 ottobre 2017

Ospite d’Onore:

 

 

le ASSICURAZIONI

 

a parlarne:  MARIA BIANCA FARINA (Presidente Ania), SALVATORE ROSSI (Presidente IVASS) e CARLO CIMBRI (Amministratore Delegato Gruppo Unipol)

 

Grand Hotel Parco dei Principi, Via G. Frescobaldi, 5, Roma

Check in-Aperitivo dalle 18:30 – Inizio serata ore 19:30 con cena a seguire

(Serata in quota per i Soci; € 65 per gli amici;“no cena” solo per i Soci)

Per le prenotazioni al Cenacolo si prega di inoltrare una mail ad eventi@canova.club. Grazie.

Adesioni entro e non oltre venerdì 20 ottobre p.v. Grazie.

 

“La generazione più giovane è la freccia;

la più vecchia è l’arco”

(John Steinbeck)

 

Cari Amici, in verità, per dedicare il mio incipit al passaggio generazionale, che sto portando avanti nel nostro Club, avevo scelto un altro aforisma, che sento più mio: “Non vivo per me, ma per la generazione che verrà”. Poi però, dopo aver scoperto che l’autore era Vincent Van Gogh, che ha vissuto una vita piena di disturbi mentali, ho optato per il più artistico ed immaginativo scrittore nordamericano. La sostanza non cambia però: sono veramente molto orgoglioso delle deleghe date, ai tanti Soci con voglia e capacità, che stanno provando a darvi il frutto “fecondo” del loro service, mai come nel prossimo Cenacolo. Stefano

 

Cari Amici, dopo il favoloso avvio dei festeggiamenti (vedi Annali più in basso) per l’ingresso del nostro Club nei suoi primi 40 anni di vita, desideriamo immediatamente cimentarci in una premier, andando ad affrontare una tematica, che mai prima d’ora il Canova, per tutta una serie di particolari “congiunzioni astrali”, aveva trattato: le Assicurazioni.

Proprio per non lasciare nulla al caso, non essendo assicurati, avremo l’onore ed il piacere di discutere dell’argomento con i 3 migliori esperti del settore, che ci offriranno tutti i punti di vista sulla materia (associativo, istituzionale e privato).

Gli interpreti di questa nostra “prima” saranno infatti: Maria Bianca Farina, Presidente dell’ANIA, l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative (oltre che Presidentedi Poste Italiane, Poste Vita e Poste Assicura); Salvatore Rossi, Vice Governatore della Banca d’Italia, ma soprattutto in questa occasione Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), l’Autorità che norma e vigila il mercato assicurativo in Italia e protegge i clienti finali, gli assicurati (noi tutti), e Carlo Cimbri, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Unipol e Presidente di UnipolSai, uno dei principali player dell’industria assicurativa a livello europeo, ma soprattutto protagonista di una delle storie di maggior successo manageriali.

Come forse a voi noto, per quanto curioso, ma anche motivo di orgoglio, la nascita delle Assicurazioni, così come le intendiamo oggi (tralasciando quindi il “principio” di assicurazione, che ha radici risalenti all’antica Grecia), ha origine proprio in Italia, tanto che il primo codice in materia risulta essere “genovese” (1369); una formalizzazione che si rese necessaria per via dello sviluppo dei traffici marittimi che determinò per i mercanti l’esigenza di garantire i rischi del trasporto contro le insidie del mare e gli atti di pirateria.

Il percorso che le assicurazioni hanno dovuto affrontare, per arrivare fino ad oggi, in questi 700 anni, è stato quindi molto lungo e si è dovuto necessariamente e costantemente districare ed adattare alle varie epoche storiche che ha attraversato.

Quello che però sappiamo tutti, è che sono fondamentali per l’economia del Paese: aiutano le famiglie e gli operatori economici a pensare al futuro, a tutelarsi, a ridurre i rischi.

Ma hanno anche degli importanti obblighi/necessità: devono evolversi con la tecnologia ed i bisogni degli assicurati (noi), devono sapere correttamente comunicare al pubblico (noi) i loro cambiamenti, devono assicurare (…non a caso) massima chiarezza e trasparenza nei confronti dei clienti (noi).

Tutto questo ci fa capire quanto inevitabilmente, al pari delle banche, il destino delle assicurazioni sia legato indissolubilmente a quello di ognuno di noi, motivo per cui l’argomento risulta essere estremamente centrale, ma non abbiamo dubbi sul fatto che i nostri tre importanti speaker riusciranno a colmare ogni nostra lacuna in materia, “rassicurandoci” sul presente e sul futuro delle assicurazioni, trattando tematiche specifiche che indicheremo via via nelle prossime comunicazioni, e perché no, riuscendo magari anche ad esorcizzare quella maligna diceria che afferma: “molti hanno l’assicuratore di fiducia, ma pochi hanno fiducia nelle assicurazioni”. Federico Farinelli

 

Per gli Annali: Il Cenacolo del 25 settembre è stato veramente speciale. E non avrebbe potuto essere altrimenti, data la sua natura peculiare di prima iniziativa di celebrazione del 40° anniversario del Club. Ciò che ha reso la serata veramente speciale è il fatto che – probabilmente per la prima volta nella storia – Stefano ha potuto sedere e fare da spettatore anziché coordinare la serata, avendo ceduto la conduzione a un gigante del palcoscenico quale Pino Insegno e al sottoscritto (che ha cercato di non far danni). Non che Stefano sia stato con le mani in mano, perché come sempre ha fatto la sua parte per tenere tutti nei tempi programmati. La sensazione è che lo sforzo abbia prodotto frutti: dal palco, almeno, il ritmo della serata è sembrato sostenuto e pare che molti soci e ospiti l’abbiano apprezzato. Serata speciale anche grazie alla presenza di oratori numerosi e quanto mai brillanti. Dopo il ricordo dei primi incontri del Club a cura di Vito Gioia, arrivato sul palcoscenico insieme alle note di “Eravamo 4 amici al bar” di Gino Paoli, l’incomparabile Piero Angela ci ha letto un palinsesto televisivo del 1978, intorno al quale ha imbastito un confronto tra la TV di allora e quella di oggi. Dopo di lui si sono succeduti sul palco Giancarlo Abete (sul calcio), Dennis Redmont (come ci vedono dall’estero), Luigi Abete (sul cinema) ed Enrico Giovannini, il quale ha sfidato il pubblico in sala a riconoscere alcune grandezze economiche (e non solo) espresse sullo schermo attraverso dati riferiti al 1978, ci ha sollecitato a riflettere su dove va il mondo – con l’ausilio delle previsioni del Club di Roma – e ha concluso da perfetto showman con una barzelletta irresistibile. La padrona di casa Giovanni Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, ha concluso questa prima parte, per lasciare il palco agli artisti: Edoardo Vianello che ha eseguito alcuni dei suoi più grandi successi, Adriano Aragozzini che ha raccontato alcuni episodi della sua vita nel mondo dello spettacoli, e Pino Insegno che ha regalato al pubblico incontenibili risate con un estratto del suo ultimo spettacolo “ C’era una volta..Signore e Signori Buonasera ”. Roberto Basso

A far da cornice a questo evento straordinario c’è stato lo splendore del MAXXI, il primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea, uno dei più belli ed avveniristici musei di Roma, una grande opera architettonica dalle forme innovative e spettacolari. È stato progettato da Zaha Hadid, vincitrice di un concorso internazionale, architetto tra i più influenti e visionari del nostro tempo. Le sue forme fluide e sinuose, il variare e l’intrecciarsi dei livelli determinano una trama spaziale di grande complessità, offrendo itinerari di visita differenti e inaspettati.Per questa occasione specialissima, durante l’aperitivo, gli ospiti hanno potuto visitare la mostra permanente COLLEZIONE MAXXI. THE PLACE TO BE a cura di Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi, con oltre 60 opere d'arte, architettura e fotografia, con lavori dagli anni 60 fino ai nostri giorni. Il Maxxi quindi era il luogo ideale per celebrare il passato illustre del Canova Club e proiettarlo nel futuro.  Anche sul cibo, magistralmente curato da Cristal, abbiamo ottenuto, non senza mugugni dei cuochi, che ci fossero 3 portate tipiche degli anni 78/80: cocktail di gamberi, filetto al pepe verde e profiterolo.Infine, a chiudere, per non dimenticare una serata speciale, Stefano ha consegnato di persona a tutti gli intervenuti un “ricordo” firmato Canova per il passato ed allo stesso tempo un portafortuna per il futuro, benaugurale per tutto l'anno del quarantennale del Canova Club Roma. Eravamo oltre 300 e avremmo potuto essere molti di più, ma per motivi di sicurezza, siamo stati costretti a non poter accettare ulteriori prenotazioni da numerosi altri amici, con i quali ci corre l’obbligo di scusarci ancora. Cicci Montiroli

 

Per il capitolo dedicato alla Solidarietà: ricordiamo che questo nobilissimo sentimento è parte integrante della missione del Canova Club, insieme alla Cultura e all’Amicizia. Il vero Canoviano non può non sentire la necessità di essere d’aiuto a chi ne ha bisogno, specie gli anziani. Chi vuole essere sicuro che il suo contributo vada, fino all’ultimo centesimo, in solidarietà, pensiamo noi ad aiutarlo, chiedendogli di effettuare le sue donazioni come persona fisica o come azienda, a favore di: CANOVALANDIA ONLUS sul conto: BNL Roma – Via dei Gracchi n. 122, Agenzia n. 39 Roma - C/C 13375 ABI: 1005 CAB: 3339 IBAN: IT13B01005033390000 000 133 75. E se Voi e le Vostre famiglie non sapete a chi devolvere il 5x mille delle Vostre tasse (SENZA ALCUN COSTO PER VOI!), è sufficiente indicare nell’apposito campo dell’Unico il codice fiscale di Canovalandia Onlus: 07306251005 (Roberta Pappatà & Anonymous Partner)

 

Per la chiusura ho scelto un proverbio cinese (“Una generazione pianta gli alberi; un’altra prende l’ombra…”) modificato per il nostro Club in “…ma all’ombra si piantano meglio i nuovi alberi” ed è quello che sono certo avverrà con voi amici cari, che state piantando alberi all’ombra di quelli piantati dai miei amici e da me. Grazie anche di questo vostro aiuto necessario a far crescere la nostra Foresta, utile a far respirare meglio la comunità in cui viviamo. Abbraccione,                                     

 

Stefano

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