Storia del Club - Una bella storia che continua ... dopo 10 anni

Nel 1978 un siciliano, con la tara atavica del clan, al richiamo di "amici nella professionalità'", prese a riunire alcuni colleghi officers italiani di banche americane, quest'ultime, in piena profittevole scoperta del Bel Paese.

 

I "Cenacoli" mensili si svolgevano al Bar Canova di Piazza del Popolo, donde il nome del Club. Lo scopo iniziale fu quello di dividere insieme prospettive e preoccupazioni lavorando per delle multinazionali in un ambiente romano ed una dimensione romanesca. Ma la contemporanea frequentazione di libellule notturne nel Bar Canova rendeva quelle riunioni più simili alle "serate bischere di Amici Miei" che a dissertazioni da Accademia della Crusca.. L'unica regola che si diedero e che sopravvive tutt'oggi è quella di cercare di non darsi delle regole, accettando solo quella del "buon gusto e del buon senso". (La logica della modestia imperante era quella che le leggi servono dove qualcosa non va. Questo non è mai stato il caso del Canova).

 

Crebbero "slowly but surely" cooptando amici ed amici degli amici che lavoravano nell'ambito delle problematiche aziendali, con enfasi in finanza, specie quella internazionale. Anche questo approccio è rimasto sostanzialmente lo stesso, ma con l'aggiunta che oggi il Canova tende a cooptare solo dirigenti ed assimilati, possibilmente non della stessa azienda, per non privarsi del piacere di poter parlare male del proprio ambiente senza scomodi ed interessati testimoni.

 

Presero a vedersi (e si vedono) verso le 18:30 unica uscita mensile dal lavoro che si concedono a quell'orario antelucano. Il vedersi e parlarsi almeno una volta al mese in occasione dei Cenacoli, fu (ed è) uno dei veri obiettivi del Canova. Ciò serve a mantenere amicizie che, lasciando altrimenti gli incontri al caso e all'interesse contingente, sarebbero morte per mancanza di opportunità. Fino alle 19.30, durante l'aperitivo, è rimasto lecito parlarsi addosso, a coppie o a gruppi. Tra le 19:30 e le 21:00, iniziarono le famose discussioni canoviane rese piccanti dallo stomaco vuoto (si cena dopo). Ci fu, specie all'inizio, qualcuno dei soci che cercò di parlare lui stesso di qualche argomento tecnico-economico-finanziario. Scoprirono presto che questa sarebbe stata la migliore "soluzione finale" e definitiva per il Canova e furono così costretti a passare ad ospiti d'onore esterni. Il primo ospite esterno al piccolo gruppo di amici di allora, fu un oscuro professore di scienze delle finanze che venne a parlare di cambiali finanziarie di nome Giulio Tremonti... Fra costoro una sera venne il Vice Ambasciatore Americano. Le Brigate Rosse & Co. non erano ancora pentite e gli USA avevano appena "conquistato" Granada. Risultato: gli uomini della sicurezza USA conquistarono anche il Bar Canova. Ed i superstiti furono deportati all'Hosteria dell'Orso, dove si riunirono per molti anni.

 

Proprio con la lucida strategia sopra descritta furono così messi insieme i 3 cardini del successo del Canova: "the best members", "the best speakers" e "the best premises". Il locale più prestigioso di Roma riservò al club le sue splendide sale e la famosa "Cabala" danzereccia.  Lì attenendosi scrupolosamente all'informalita', alla franchezza ed al "seri ma non seriosi", sono venuti a dispensare cultura i nomi più prestigiosi, specie in termini di economia e finanza (basta leggere l'apposito allegato per esternare il proprio stupore). In verità i veri motivi inconfessati che spinsero (e spingono) molti degli Ospiti Speciali a venir nella tana del Canova sono: non dover pagare un'audience predisposta ad ascoltarli; 2) ricevere gratuitamente il portachiavi d'argento'900 simbolo del Canova, del non disprezzabile valore di Lit. 70.000 (a prezzi del 1985); 3) poter scrivere nel proprio curriculum "Oratore del Canova Club" senza pagare alcuna quota annuale. Gli Ospiti Speciali fino a qualche anno fa si chiamavano Soci d'Onore. In verità aver avuto per ospiti tutti quelli che contavano nella Prima Repubblica ha portato a scoprire, però, che non tutti erano d'onore. Così dalle ceneri dei Soci d'Onore sono sorti i Canoviani d'Onore, Canoviani Speciali che oltre ad essere bravi debbono essere per bene e scegliersi tra loro, oltre che dai Soci, mediante votazione. Tutto ciò perché la responsabilità di altri futuri speakers “d’onore” in conflitto con la giustizia sia solidale e non solo del democratico Presidente che aveva chiamato ecumenicamente “d’onore” tutti coloro che aveva invitato a parlare dal palco al Canova.

 

Poiché i Cenacoli sono oramai eventi pubblici e socio-mondani, i veri Canoviani attivi si ritrovano un'altra sera al mese per gestire il Club, ricreando così un'atmosfera da riunione di condominio. Il clou di queste serate S.A.M. (Serate Amici Miei) avviene, quando ognuno è sollecitato a parlare di se stesso e del proprio lavoro e finalmente trova qualcuno obbligato dalla dolce forza dell'amicizia, ad ascoltare.

 

Per ottenere il totale assenso muliebre e depistare i fondati sospetti sulla effettiva partecipazione alle serate canoviane di qualche socio irrecuperabilmente dedito al "casanovismo", il Canova decise di dedicare alle partners due delle dieci serate dell'anno sociale (luglio ed agosto, Canova mio non ti conosco). La prima tra febbraio e marzo, carnascialesca, la seconda a fine annata, la Grande Festa già di Gala e della Solidarietà. Con i proventi delle estorsioni agli amici, il Canova fa la sua Solidarietà. Negli ultimi anni di lirette, anche se leggere e svalutate, ne sono state raccolte per circa 50-60 milioni per annata, per opere di Solidarietà proposte dai soci (vedi apposito allegato). La partecipazione a questo gioioso ricatto è richiesta anche ai non soci che ignari si aggirano per il mondo Canova durante la primavera. In compenso ad ogni partecipante, da quel momento perseguitato a vita come Sostenitore, viene rilasciato un bollino annuale per il proprio passaporto dell'anima da mostrare al Padreterno il più tardi possibile. La Serata di Gala è l'alternativa gioiosa al Festival di Sanremo o al Fantastico televisivo del sabato sera. Gratuitamente si esibiscono da 8 anni, davanti ad una platea di non meno di 300 persone tra Soci, Sostenitori ed Amici, questi Grandi Artisti cui il successo non ha inaridito il cuore. I nomi di questi generosissimi che additiamo alla Vostra stima, sono nel prezioso allegato.

 

Da molti anni il Canova vanta anche un Premio di Letteratura Economica e Finanziaria tra i più ambiti di quell'inflazionato universo. Premio vinto, su votazione segreta, dal miglior divulgatore italiano, scelto su una terna di scrittori-economisti italiani. La selezione della terna, tra i libri pubblicati in Italia l'anno prima, è fatta dal più affollato apposito Comitato del Canova. Il Premio dimostra inoltre la sagacità dei canoviani, la cui bramosia culturale porta a benefici nel corpo oltre che nel cervello. Infatti la soporifera lettura serale dei libri da votare evita totalmente i consumi del Tavor. I nomi prestigiosi degli autori incoronati con piatto d'argento li troverete nell'allegato, sempre più prezioso.

 

Per le altre attività del Canova vale la pena di ricordare le Visite Culturali (a chiese, musei e mostre varie), tecnico-scientifiche e le manifestazioni sportive. Il Torneo di Tennis Giallo Doppio: l'unica occasione nella vita per rimediare una coppa da esibire nel proprio salotto, in quanto ci sono sempre più coppe che partecipanti al Torneo. Le Partite di pallone dove impera la più sordida pratica mercenaria pur di vincere (con canoviani per una sera di semiprofessionisti della pelota), poiché i campi da gioco sono troppo veri per i soci-atleti che non lo sono più.

 

Last but not least, c'è un bollettino delle Job Opportunities, almeno un paio di migliaia fino ad oggi quelle offerte e pure un Mercatino delle Opportunità, buono anche per riciclare i doni di Natale ed un Almanacco degli eventi del mese in corso.

 

Il Club ha oggi, come ieri, (l'altro ieri era diverso) un numero chiuso di soci, anche per renderlo più appetibile. Non possono essere più di 99, sulla base del premio della qualità sulla quantità. Gravitano però, intorno al Club un altro paio di centinaia di persone tra sostenitori, quelli che partecipano alla Solidarietà senza essere soci, amici "una volta tanto, quando posso", grandi lettori (uomini di Governo, politici, ospiti speciali, etc). Se si includono quelli che vogliono essere in tutte le mailing lists e quelli costretti dalla megalomania del fondatore a ricevere le demenziali Effemeridi, il mondo Canova impesta un migliaio e più di capi famiglia, non solo a Roma, (Ricordi chi le riceve: effemeridi può avere molti sinonimi, ma mai "invito gratuito a cena").

 

I soci sono rigorosamente non uguali (come nella vita) e sono liberi di non sentirsi uguali nei confronti del loro Club. Si hanno infatti diversi tipi di soci: quelli attivi che gestiscono e quelli felici di essere gestiti. Il Canova ha anche il privilegio di avere la categoria degli "Ex-soci", quando il divorzio è deciso dal Club (e non dal socio come avviene normalmente negli altri clubs, alla perenne ricerca del socio perduto). Le quote di associazione sono composte solo dal costo vivo delle cene. Costo a portata di stipendio bancario. Il resto delle spese sono coperte ... dalla buona volontà oltre che dal tempo (e talvolta dai quattrini) di chi assume l'onere, più che l'onore, degli incarichi. Questo pagarsi tutto da soli dà quella libertà verso tutto e tutti che è anche la vera bandiera del Canova.

 

Tutto ciò è frutto del genio speciale dei Canoviani, quello composto dall'1% di ispirazione e dal 99% di sudore.

 

Roma - 1987                                                                                                                                                           SS

III Edizione                                                                                                                                                 Scrivano Siciliano

In evidenza
Canova Club Roma

Canova Club Roma

mercoledì 25 ottobre 2017

 

Il Canova Club Roma affronta per la prima volta il tema: Assicurazioni

 

a parlarne:  MARIA BIANCA FARINA  (Presidente Ania), SALVATORE ROSSI (Presidente IVASS) e CARLO CIMBRI (Amministratore Delegato Gruppo Unipol)

Leggi di più