Evento

- Breakfast&Finance Milano

I Piani Individuali di Risparmio per il rilancio delle PMI italiane

Mercoledì 20 settembre 2017



 
 
 

Mercoledì 20 settembre 2017
Boston Consulting Group - Via Ugo Foscolo 1 Milano (Duomo)
Ore 7:30 (cappuccino e cornetto)– inizio ore 8:00 – ccc* – fine ore 9:30 – tal**


I Piani Individuali di Risparmio per il rilancio delle PMI italiane


Tommaso Corcos Presidente ASSOGESTIONI e CEO EURIZON CAPITAL SGR
Alberto Baban Presidente PICCOLA INDUSTRIA e Vice Presidente CONFINDUSTRIA

Marco Rosati Amministratore Delegato ZENIT SGR


Chairman: Fabrizio Pagani Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Economia e Finanze


Cari amici del B&F Milano,


dopo i successi delle precedenti edizioni, proseguono gli incontri del Breakfast&Finance sul mondo della finanza d’impresa e sui nuovi strumenti per il rilancio delle PMI italiane. Infatti, i piani individuali di risparmio (o PIR), introdotti dall'ultima legge di bilancio, sono stati creati come forma di investimento a medio termine, capace di veicolare i risparmi verso le aziende italiane, e in particolare verso le piccole e medie imprese.
Quando qualche settimana fa Equita SIM e Assogestioni hanno rivisto le stime sulla raccolta dei Pir nel 2017, portandole addirittura a 10 miliardi di euro, cifra impensabile quando, alla fine dello scorso anno, sono stati varati i Piani individuali di risparmio, pochi in realtà si sono stupiti. Dagli annunci delle principali società di gestione del risparmio, che hanno rapidamente creato strumenti di investimento appositi, si era già intuito che l’attenzione degli investitori sarebbe andata ben oltre le previsioni iniziali.
Per chi non è dentro la materia, i PIR sono strumenti di investimento proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR), ma possono essere anche di natura assicurativa o inseriti nell’ambito del risparmio amministrato. I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all'estero da anni (in nazioni come Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone), sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori privati. Infatti, ogni singolo PIR, se mantenuto per almeno 5 anni e non supera i 30mila euro di investimento (150.000 euro in totale), permette l’abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini, l’investitore non pagherà imposte su capital gain, dividendi, successione e donazioni. Le risorse raccolte in un PIR potranno essere investire in diversi strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni e quote di fondi di investimento. La caratteristica chiave è il "vincolo di diversificazione", che prevede che il 70% di quanto investito debba essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane. Ma anche da imprese europee, purché abbiano una stabile organizzazione in Italia. Più in particolare, il 21% degli deve essere investito in strumenti emessi da imprese diverse rispetto a quelle incluse nel FTSE Mib. E cioè verso aziende di dimensioni minori (PMI), come quelle quotate nei segmenti MidCap Star (il segmento delle società ad alti requisiti), Standard o sul mercato AIM.
Dopo il gran parlare che si è fatto su questi prodotti, quindi, ora è possibile quantificarne l’andamento, anche se le statistiche sono aggiornate alla fine di marzo e negli ultimi mesi l’attività di raccolta è cresciuta ulteriormente e potrebbe già aver superato i 2 miliardi (a inizio maggio per esempio la raccolta complessiva di Eurizon era già di 800 milioni).
Ma se, sull’appetito delle famiglie italiane, in cerca di rendimenti oltre ai BTp e attirate dai benefici fiscali, i dubbi sono durati poche settimane, qualche incertezza in più era ed è ancora lecito nutrirla sugli effetti che i Pir avrebbero avuto sulle imprese in cui questi nuovi strumenti investono. Valutazioni a medio-lungo termine ovviamente, perché nell’immediato gli effetti sono chiarissimi, almeno in Borsa, dove nei primi mesi dell’anno i volumi si sono moltiplicati: quasi raddoppiati sulle small cap e per il segmento Star e addirittura poco meno che quadruplicati sull’Aim Italia. Ed è altrettanto evidente l’impatto a livello di prezzi, visto che gli indici dei titoli a piccola e a media capitalizzazione, quotati sulla Borsa italiana, hanno avuto performance superiori non soltanto nei confronti dell’indice generale di Piazza Affari, ma anche, e soprattutto, rispetto alle small e mid cap europee, con un’accelerazione da inizio marzo.
Il rischio è che, alla fine, la quantità di strumenti su cui di fatto i Pir possono investire si possa rivelare limitata e il mercato di riferimento diventi estremamente illiquido con i rischi che ciò comporta in caso di fasi turbolente sui listini. La speranza, in questo caso, è che il fenomeno inneschi davvero un circolo virtuoso, spingendo verso il mercato dei capitali la gran parte delle Pmi che costituisce la spina dorsale del nostro sistema produttivo e che quasi ignora questo canale di finanziamento e crescita.
Avremo quindi, in un “panel d’eccezione”, il punto di vista sul tema del Presidente di Assogestioni Tommaso Corcos per l’esperienza e la vision delle grandi società di asset managemet, l’opportunità di analizzare il tema dall’ottica delle imprese con il Presidente di Piccola Industria (e Vice Presidente Confindustria) Alberto Baban e anche la valutazione di come questi strumenti possano essere la chiave per il rilancio delle boutique di investimento in Italia, per voce di Marco Rosati, AD di Zenit SGR, che ha lanciato con successo uno tra i primi PIR in Italia. Un Panel, quindi, di illustri operatori, con la partecipazione straordinaria di Fabrizio Pagani il quale, da Capo della Segreteria Tecnica del MEF, illustrerà, come punto di vista istituzionale, le logiche e finalità che hanno spinto alla creazione dei PIR.
Naturalmente, una buona parte dei 90 minuti canonici sarà lasciata al consueto dibattito e alle domande specifiche dei partecipanti, che si preannunciano numerose visto lo standing degli Speaker e l’importanza del tema affrontato, in un appuntamento da non perdere.
L’incontro è rigorosamente off the record e gratuito per i Soci Canova Club Milano e Roma e pari a € 25 per gli altri amici che parteciperanno, pagabili in contanti o con carta di credito al desk di accoglienza. Chi intende partecipare comunichi quindi la sua presenza (nome, cognome, titolo e società) e quella dei suoi ospiti esclusivamente via mail a segreteria@befmilano.it entro e non oltre venerdì 15 settembre.


La prenotazione è impegnativa e può essere accettata fino a esaurimento posti, dando la dovuta precedenza ai Soci del Canova Club Milano e Roma e agli ospiti di Boston Consulting Group (che cogliamo l’occasione di ringraziare per l’ospitalità, in particolare Francesco Guidara per l’opportunità).
Per maggiori informazioni sul B&F: www.canova.club.


Vincenzo Marzetti - Lorenzo Alfieri
Coordinatore


Team B&F: Lorenzo Alfieri, Giorgio Orlandini, Pasquale Pinto, Stefano Marini, Chiara di Ciero, Roberta Laudazi, Piergiorgio Zettera, Giovanni Contemi, Federico Farinelli, Marco Arcelli, Sabina Ciuffa.

 

° ccc = … chi c’è c’è! inderogabilmente inizia la riunione.
°° tal = … tutti a lavoro.

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