Cenacolo 31 marzo 2015

 
 

Nel nel discorso di insediamento alla presidenza americana John F. Kennedy affermava: “Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese”, questo è l’interrogativo che ognuno di noi deve porsi soprattutto alla luce del ruolo ricoperto, singolarmente, all’interno di questa nostra società impregnata da fenomeni corruttivi che lacerano il tessuto morale ed economico del nostro paese tale da renderlo fragile e nel complesso diseducativo nei confronti delle nuove generazioni.

 

Nella recente inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti il presidente Squitieri, alla presenza del capo dello stato Mattarella, ha sostenuto che "Il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi”. La risoluzione di questa complessa situazione è stata affidata all’Istituto presieduto dal nostro prossimo ospite a cui il governo ha affidato l’incarico di risollevare le sorti morali, e non solo, del nostro paese.

 

E’ davvero un vero piacere introdurVi al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone. Napoletano, sposato con due figli, laureato in giurisprudenza, è entrato in magistratura nel 1991. È stato sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli fino al 1999, anno in cui è entrato nella Direzione Distrettuale Antimafia napoletana, di cui ha fatto parte fino al 2007, anno in cui si è trasferito al Massimario della Corte di Cassazione, arrivando a ricoprire l’incarico di coordinatore del settore penale. Il 27 marzo 2014 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi lo ha indicato per la presidenza dell’ANAC, nomina confermata all'unanimità dalle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. È autore di numerosi volumi, tra cui ricordiamo: Solo per Giustizia, I Gattopardi, Football Clan, etc.

 

Intensa è l’attività dell’ANAC e diversi i protocolli d’intesa ad oggi firmati con altri organismi per effettuare un cambio di rotta culturale significativo. E' stato interessante capire qualcosa di più sull’approvazione e sui contenuti del ddl Anticorruzione che in questi ultimi tempi sta incontrando diversi ostacoli all’interno dell’arena politica.

 

Per gli Annali del Club: ogni cenacolo rappresenta, in puro stile Canoviano, un momento di confronto su contenuti ed aspetti di alto profilo culturale/divulgativo con lo speaker della serata, e così è stato anche con il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone. Pensare che il tema della corruzione non sia priorità nel nostro paese è un grave errore e lo dimostra la numerosissima presenza di soci ed ospiti in quella che verrà ricordata come uno degli appuntamenti più partecipati dell’incredibile storia del nostro Club.

 

Il ritardo iniziale, dovuto ad un’agenda priva di spazi temporali, del nostro ospite d’onore, non ha minimamente arrestato la curiosità degli astanti che hanno seguito, per gli ormai famosi 90 minuti Canoviani (o Balsamiani), le parole del nostro ospite arricchite dal contributo autorevole del Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci che ha sottolineato che la stessa associazione è in prima linea in questa dura battaglia e completata dalla nostra socia Direttore Generale del Consorzio CBI Liliana Fratini Passi che ha sostituito degnamente il Direttore Generale Giovanni Sabatini bloccato da impegni istituzioni dell’ABI.

 

Abbiamo apprezzato il pieno senso di responsabilità istituzionale del Presidente che ha chiarito la propria posizione sul Ddl Anticorruzione di prossima votazione, dell’importanza dell’accordo tra M.E.F. ed A.N.A.C. sul documento condiviso per il rafforzamento dei meccanismi di prevenzione della corruzione e di trasparenza nelle società partecipate e/o controllate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul Ddl appalti e l'approvazione della norma sull'autoriciclaggio  e l’esigenza di raffinare uno strumento importante come il rating reputazionale.

 

Rapisce la capacità di convogliare attenzione, del nostro ospite, su un tema così delicato del nostro paese e l’esortazione agli Italiani tutti a modificare il modello partecipativo a questa nostra società. (Marco Italiano)

 

 

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